Un progetto nato dall’amore per il prodotto

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Quando Nvidia lanciò il primo Shield Android TV nel 2015, nessuno avrebbe immaginato che sarebbe diventato il dispositivo Android più longevo di sempre. In un’epoca in cui i produttori offrivano a malapena uno o due aggiornamenti anche sui dispositivi di punta, Nvidia ha continuato a supportare i suoi set-top box per un decennio intero.
“L’abbiamo costruito un po’ egoisticamente, per noi stessi”, ha raccontato Andrew Bell, vicepresidente senior dell’ingegneria hardware di Nvidia. Il team voleva un dispositivo di streaming TV di alta qualità e alte prestazioni, al di fuori dell’ecosistema Apple. Quando i prototipi hanno entusiasmato l’intera squadra, il CEO Jensen Huang ha deciso: “Perché non lo vendiamo alle persone?”
Dalle console da gioco allo streaming premium
Il gaming è sempre stato nel DNA di Nvidia. “Praticamente tutti quelli che lavoravano in Nvidia nei primi anni volevano davvero realizzare una console da gioco”, ha spiegato Bell, che lavora in azienda da 25 anni. Ma servivano tutti i pezzi del puzzle: GPU (che Nvidia sapeva fare benissimo), CPU, sistema operativo, giochi e interfaccia utente.
L’acquisizione di PortalPlayer nel 2007 portò la tecnologia CPU che sarebbe diventata i chip Arm Tegra. L’espansione di Android alla TV da parte di Google nel 2014 fornì l’ultimo tassello mancante. Il primo Shield del 2015 aveva un forte focus sul gaming, con controller incluso e telecomando venduto separatamente. Ma Nvidia capì presto che il pubblico cercava altro.
“Alla fine abbiamo detto: ‘Forse l’anima è che sia uno streamer per gamer'”, ha raccontato Bell. “Comprendiamo i gamer grazie a GeForce, e sappiamo che tengono alla qualità e alle prestazioni. Molti dispositivi di terze parti puntano al risparmio. Noi eravamo l’unica azienda a dire: ‘Puntiamo su chi vuole davvero un’esperienza premium’.”
Un impegno senza precedenti nel supporto
Il vero elemento distintivo di Shield TV è il supporto software decennale. Anche i modelli del 2015 ricevono ancora aggiornamenti, passando da Android 5.0 ad Android 11. Nessun dispositivo Android – smartphone, tablet, smartwatch o streaming box – si è nemmeno avvicinato a questo livello di supporto.
“Eravamo tutti frustrati come acquirenti di telefoni e tablet: compri un dispositivo, ricevi uno o due aggiornamenti, e basta!”, ha spiegato Bell. “Fin dall’inizio, quando costruivamo Shield TV, abbiamo deciso che lo avremmo mantenuto a lungo. Jensen e io abbiamo discusso: ‘Per quanto tempo vogliamo supportare questa cosa?’ E Jensen ha detto: ‘Finché vivremo’.”
Due anni di silenzio per una grande sfida tecnica
Il caso più emblematico della dedizione di Nvidia è paradossalmente un periodo di due anni senza aggiornamenti pubblici (2023-2024). I fan temevano l’abbandono del progetto, ma in realtà il team stava affrontando una sfida enorme.
Lo Shield TV utilizza il chip Tegra X1, lo stesso processore del Nintendo Switch originale. Nel 2018, i modder scoprirono una vulnerabilità hardware che permetteva di aggirare le protezioni. Nintendo risolse con una versione aggiornata del chip, ma gli Shield del 2015 e 2017 rimanevano vulnerabili. Entro il 2023, questa falla impediva la riproduzione di contenuti 4K protetti da DRM.
Molte aziende avrebbero semplicemente accettato la perdita di funzionalità sui modelli più vecchi. Non Nvidia. Bell consultò Huang sul significato della promessa “finché vivremo”, e il team ottenne l’approvazione per dedicare tutto il tempo necessario a risolvere il problema. Ci vollero 18 mesi per creare un nuovo stack di sicurezza completo, convincendo anche i partner riluttanti a ricertificare i prodotti più vecchi.
Il futuro di Shield: cosa aspettarsi
Sono passati oltre sei anni dall’ultimo hardware Shield, ma Bell assicura che non c’è intenzione di fermarsi. Il volume di vendite è rimasto sostanzialmente invariato per 10 anni, indipendentemente da prezzi e promozioni. “Non importa quanto abbassiamo il prezzo o quanto facciamo marketing: lo stesso numero di persone esce allo scoperto ogni settimana per comprare Shield”, ha rivelato.
Un eventuale nuovo modello potrebbe includere supporto hardware per VP9 Profile 2 (per l’HDR su YouTube), codec AV1, HDR 10+ e nuovi profili Dolby Vision. E sì, anche quel fastidioso pulsante Netflix gigante sul telecomando potrebbe finalmente ridursi. “Non riceviamo soldi da Netflix per quel pulsante”, ha chiarito Bell. “Era un requisito del programma di certificazione Netflix nel 2019. In un refresh, penso potremmo cavarcela con un piccolo pulsante ‘N’.”
Bell costruirà davvero questo nuovo Shield TV? “Ne parliamo continuamente. Mi piacerebbe molto”, ha concluso. Per ora, il team continua a sperimentare nei laboratori, fedele alla filosofia che ha reso Shield TV un caso unico nell’industria tech: la passione per il prodotto prima del profitto.








