I data center AI stanno ridisegnando il paesaggio rurale britannico, scatenando proteste locali. A Potters Bar, una tranquilla cittadina a breve distanza da Londra, i residenti si trovano improvvisamente coinvolti nella corsa globale all’intelligenza artificiale. Inoltre, la loro battaglia rappresenta un conflitto più ampio tra sviluppo tecnologico e tutela ambientale.
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La minaccia ai terreni agricoli: data center AI contro green belt

Tra Potters Bar e il villaggio di South Mimms si estendono 34 ettari di terreni agricoli ondulati, attraversati da sentieri pubblici. In uno dei campi, una quercia solitaria è diventata simbolo di protesta. Tuttavia, nel settembre 2024, uno sviluppatore immobiliare ha richiesto il permesso di costruire su quest’area uno dei più grandi data center AI d’Europa. Di conseguenza, oltre mille residenti si sono uniti in un gruppo Facebook per opporsi al progetto.
Nonostante le proteste, il governo locale ha concesso l’autorizzazione a gennaio 2025. Successivamente, nell’ottobre dello stesso anno, l’operatore multinazionale Equinix ha acquisito il terreno. Pertanto, i lavori dovrebbero iniziare entro l’anno. Per i residenti, la perdita di questo spazio verde rappresenta molto più di un semplice cambiamento paesaggistico: è la scomparsa di un’importante via di fuga dalla vita urbana.
Il green belt sotto assedio
Dal dopoguerra, Londra è circondata dal cosiddetto green belt: una cintura di terreni protetti composta da fattorie, boschi e prati. In altre parole, la legge britannica permette costruzioni su queste aree solo in “circostanze molto speciali”. Tuttavia, il governo attuale ha introdotto una nuova classificazione: il grey belt. In particolare, questa categoria identifica porzioni di green belt considerate sottoutilizzate, dove le costruzioni dovrebbero essere facilitate.
Allo stesso tempo, i data center AI sono stati dichiarati “infrastrutture nazionali critiche”. Come risultato, queste due decisioni hanno aperto la strada a una serie di nuovi progetti in tutto il Regno Unito. Nello specifico, l’autorità di pianificazione locale ha concluso che il terreno di Potters Bar rientra nella definizione di grey belt. Inoltre, ha sottolineato che i benefici economici e infrastrutturali superano la perdita di spazio verde.
La posizione del governo: economia contro ambiente
Jeremy Newmark, leader del Hertsmere Borough Council, difende la decisione. “Le persone hanno un’idea romantica del green belt come campi incontaminati. Tuttavia, la realtà è che questo sito è tutt’altro”, afferma. Pertanto, secondo Newmark, si tratta di un’area a basso valore ambientale. D’altra parte, i residenti contestano questa riclassificazione, sottolineando che un campo adiacente è stato recentemente protetto proprio per preservare il green belt.
Equinix stima un investimento superiore ai 5 miliardi di dollari per lo sviluppo. In aggiunta, il progetto dovrebbe creare 2.500 posti di lavoro durante la costruzione e 200 ruoli permanenti. Una volta operativo, il data center AI genererà circa 27 milioni di dollari annui in tasse sulla proprietà. Ecco perché il governo locale considera il progetto essenziale per l’economia locale.
Le promesse di Equinix
Andrew Higgins, responsabile globale della pianificazione presso Equinix, spiega che l’azienda affitterà spazi nella struttura a vari clienti, molti dei quali eseguiranno carichi di lavoro AI. “Se vogliamo che il Regno Unito rimanga un attore globale, i data center AI devono assolutamente essere costruiti”, sostiene. Inoltre, Equinix promette che metà del sito rimarrà spazio verde, con l’introduzione di stagni, zone umide e nuovi alberi per aumentare la biodiversità.
La resistenza dei cittadini: una battaglia contro il tempo
Nonostante le rassicurazioni, i residenti continuano a opporsi. Ros Naylor, una delle amministratrici del gruppo Facebook, sottolinea l’importanza psicologica di questi spazi. “La bellezza di camminare in quest’area è attraversare questo spazio. È incredibilmente importante per la salute mentale e il benessere”, afferma. Analogamente, Simon Rhodes ha raccolto centinaia di obiezioni porta a porta, che ha presentato all’autorità di pianificazione.
Le obiezioni dei residenti hanno superato le firme di sostegno con un rapporto di quasi due a uno. Ciononostante, il consiglio ha concesso l’autorizzazione. Per questo motivo, il gruppo di protesta ha presentato molteplici lettere di obiezione, ha fatto appello a un ombudsman di terze parti e ha presentato un reclamo contro Newmark personalmente. Finora, nulla ha funzionato.
Una strategia di resistenza
Michael Batty, professore emerito di pianificazione presso l’University College London, ritiene che i gruppi di pressione ben organizzati possano fare la differenza. “L’intera idea dell’obiezione pubblica è scritta a caratteri cubitali nel sistema di pianificazione britannico”, spiega. Pertanto, parte della strategia del gruppo è montare una sorta di ostruzionismo, opponendosi a ogni possibile opportunità. Ad esempio, Equinix deve ancora ottenere l’approvazione finale per i dettagli del progetto.
Per mantenere valida l’autorizzazione, l’azienda deve iniziare i lavori entro tre anni dall’approvazione finale. Di conseguenza, ogni ritardo potrebbe compromettere il progetto. Tuttavia, Higgins afferma di non aver mai incontrato una situazione in cui un’autorizzazione per un sito Equinix sia stata successivamente ritirata.
Il dilemma dei residenti: progresso o preservazione?
Janet Longley, un’insegnante semi-pensionata che vive nella zona dagli anni ’80, rappresenta il dilemma di molti residenti. “Non mi piace l’idea di essere una NIMBY, perché abbiamo bisogno di queste cose”, ammette. “Uso Internet tutto il tempo.” Tuttavia, Longley si rammarica che lo spazio verde dove ha portato a passeggio i suoi cani per tanti anni venga ora considerato dispensabile dal consiglio.
Durante una passeggiata fangosa attraverso i campi, Longley si ferma sotto la quercia. “La bellezza è negli occhi di chi guarda”, dice, indicando il campo. “È davvero bello. Forse non tanto oggi.” In definitiva, la sua posizione riflette quella di molti: riconoscere il valore dei data center AI per l’economia e i servizi digitali, ma desiderare che vengano costruiti altrove.
Un fenomeno globale
La situazione di Potters Bar non è isolata. In tutto il mondo, ovunque vengano costruiti nuovi data center, gli sviluppatori incontrano resistenza organizzata da parte delle comunità locali. Nello specifico, i laboratori AI più grandi del mondo stanno pianificando di spendere trilioni di dollari in infrastrutture. Come risultato, il conflitto tra progresso tecnologico e tutela ambientale è destinato a intensificarsi.
Per approfondire il tema dell’impatto ambientale delle infrastrutture tecnologiche, si consiglia di consultare questo studio su Nature e l’analisi del Guardian. Inoltre, per ulteriori riflessioni sul rapporto tra tecnologia e società, visita il blog di Digital Seeds.
Conclusioni: il futuro dei data center AI nel Regno Unito
La battaglia di Potters Bar solleva questioni fondamentali sul futuro dello sviluppo tecnologico nel Regno Unito. Da un lato, i data center AI sono essenziali per mantenere la competitività economica del paese nell’era dell’intelligenza artificiale. Dall’altro, la perdita di spazi verdi e l’impatto sulle comunità locali non possono essere ignorati.
Mentre il governo britannico accelera la costruzione di infrastrutture AI, le voci dei residenti come quelli di Potters Bar rappresentano un importante contrappeso. In definitiva, trovare un equilibrio tra progresso tecnologico e tutela ambientale sarà una delle sfide più importanti dei prossimi anni. Pertanto, la vicenda di questa piccola cittadina inglese potrebbe diventare un caso emblematico per l’intero paese.
- I data center AI sono dichiarati infrastrutture nazionali critiche nel Regno Unito
- Il governo ha introdotto la classificazione “grey belt” per facilitare le costruzioni
- Equinix investirà oltre 5 miliardi di dollari nel progetto di Potters Bar
- I residenti hanno raccolto centinaia di obiezioni, superate le firme di sostegno 2 a 1
- La battaglia locale riflette un conflitto globale tra tecnologia e ambiente






